Salesforce ha annunciato il lancio di NFT Cloud, piattaforma nata per coniare Non Fungible Token conto terzi. Il progetto è già operativo per un numero limitato di clienti, con l’apertura definitiva prevista per ottobre.

Dettagli sulla tecnologia implementata non sono ancora noti, ma la dichiarazione di intenti è chiarissima: il sistema farà a meno di blockchain proof-of-work, per via della natura energivora delle stesse.

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Salesforce vuole una fetta del mondo NFT

Svolta cripto, in chiave green, per Salesforce. Il colosso IT con sedi operative sparse in 36 Paesi del mondo ha lanciato una piattaforma che permetterà di coniare e vendere NFT direttamente dal suo sistema di servizi alle imprese. Le aziende clienti potranno sfruttare a pieno le potenzialità di NFT Cloud a partire da ottobre, col programma già disponibile ma al momento solo per un numero limitato di utenti pilota.

NFT Cloud cambierà lo spazio enterprise?

L’appetibilità del servizio, per i clienti, consisterebbe in massima parte nel poter sfruttare i Non Fungible Token per massimizzare il rapporto di coinvolgimento tra i brand e il pubblico di riferimento.

Salesforce ha raccolto interesse dai CMO e CDO che stanno chiedendoci aiuto per entrare nel mondo del Web3 e siamo entusiasti di portare sul mercato nuove innovazioni, prodotti e di offrire ai nostri clienti una strada per costruire e mantenere relazioni costruttive con i loro clienti. NFT Cloud è nato per aiutare i nostri clienti a creare, gestire e vendere NFT e senza utilizzare codice. Proveremo a guidare le interazioni e le community, che vediamo già come super-appassionate nello spazio dei NFT.

Le parole di Adam Caplan, dai piani alti di Salesforce, lasciano intendere quanto l’azienda sia ricettiva verso il fascino che il metaverso può vantare agli occhi delle attività commerciali più disparate. Caplan si riferisce non solo a imprese strettamente collegate al digitale, ma anche e soprattutto ad attività di vendita al dettaglio.

È una buona notizia? Probabilmente sì

Il progetto, che dimostra con nostro piacere quanto le opportunità offerte da DeFi e criptovalute siano appetibile ormai a qualsiasi tipo di impresa, ha attirato anche alcune critiche. Da quanto si legge su Bloomberg, oltre alle entusiastiche dichiarazioni di Adam Caplan, la notizia della svolta in chiave blockchain avrebbe fatto storcere il naso ai dipendenti dell’azienda, rea a loro dire di venire meno alla sua impronta ecologica con l’adozione di una tecnologia energivora e nemica dell’ambiente.

Per fugare ogni dubbio, Salesforce ha dichiarato che non utilizzerà chain proof-of-work, e che nemmeno Ethereum sarebbe nella lista dei papabili, nonostante i continui annunci dell’imminente quanto ormai etereo, è il caso di dirlo, discusso passaggio alla tecnologia proof-of-stake. A tal proposito, è freschissima la notizia di un ulteriore atteso ritardo, questa volta per voce di Charles Hoskinson, illustre ex ora in forza a Cardano. Vedremo quale chain sarà scelta da parte di Salesforce.