Il prossimo 14 marzo si voterà a livello europeo per un primo framework normativo per il settore delle criptovalute. Un framework che interesserà tanto gli investitori quanto chi le utilizza fattivamente.

Date le preoccupazioni che erano nate qualche giorno fa, e che poi sono rientrate in seguito ad una grande risposta degli appassionati, è comunque bene analizzare cosa ci sarà in ballo, cosa si voterà e se dovrà esserci qualche sorta di preoccupazione per chi vive di criptovalute o comunque vi ha investito oppure ha intenzione di farlo.

Il 14 marzo si vota sulle cripto al Parlamento Europeo

In realtà, lo anticipiamo da subito, di preoccupazioni ce ne sono poche. E passata anche questa tornata, si potrà valutare di fare qualche ingresso mirato sul mercato. Cosa che possiamo fare con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con il TOP del FINTECH – intermediario che include a listino 55+ criptovalute e che ci permette di investire liberamente anche su altri mercati.

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Indice

Il prossimo 14 marzo si vota in UE sulle criptovalute

È questa la data definitiva che vedrà impegnato il Parlamento Europeo, che si troverà a confrontarsi su un testo preparato in commissione e che è stato già ampiamente rimaneggiato. I nostri lettori ricorderanno sicuramente di quanto si è discusso a tema Bitcoin, con qualcuno che paventava addirittura la possibilità di un ban.

Possibilità di ban poi rientrata grazie ad una reazione molto compatta da parte degli appassionati e delle imprese, che lascia sul tavolo un testo fortemente ridimensionato, del quale però sarà necessario parlare per quanto possibile.

  • Si tratterà di un accordo framework

Ovvero, nel caso in cui dovesse essere approvato, di un testo che punterà a fissare quantomeno i contorni del settore, senza intervenire in modo specifico. Non ci saranno norme dettagliate su questo o quel modo di operare, non ci saranno limitazioni superiori concretamente a quelle già vigenti (pensiamo a quanto devono già fare gli exchange per rimanere compliant).

  • Un testo che arriva da lontano

In realtà si parla di MiCA da quasi 2 anni e il testo ha avuto un lunghissimo tempo di gestazione nelle relative commissioni. Un testo che l’UE ritiene necessario nel campo della finanza digitale. I lunghi tempi di gestazione hanno reso il testo quello che è: un testo di indirizzo, senza normative stringenti e che non potrà avere alcun tipo di impatto sul mercato almeno sul breve periodo.

No, non si parlerà di ban PoW

Bene ribadirlo, dato che un emendamento dei Verdi e di altre formazioni poteva far lasciare intendere un prossimo ban delle tecnologie PoW, le stesse che fanno girare Bitcoin e per il momento anche Ethereum all’interno del territorio della UE.

Sarà una bullish news per i mercati

La posizione è stata stralciata e non ci sarà alcun tipo di discussione a riguardo. Bitcoin è salvo, così come lo sarà il resto del settore che gira su Pow.

Cosa vien introdotto?

In realtà non molto, tanto che i mercati che conoscono questo testo ormai da tempo non hanno mai pensato di reagire con un sell off, né tanto meno con una flessione. Si tratta di normative che riguardano chi emette token non di tipo monetario, ovvero quei token securities che sono anche nel mirino di SEC, con il settore classico che ne viene toccato in maniera minima.

Ci sono poi normative che riguardano la giusta informazione per quanto riguarda i token di nuova emissione, laddove questi riguardino delle società strutturate, che avranno degli obblighi simili a quelli che oggi coinvolgono gli operatori dei mercati finanziari.

Ci sarà anche una definizione di consegne per ESMA, che è l’authority che in Europa si occupa dei mercati finanziari. Anche questo a segnalare come in realtà anche l’UE sia pronta a definire il mondo cripto come un mondo finanziario a tutti gli effetti.

È presente anche una stretta sulle attività di marketing, che dovranno essere chiaramente identificabili, senza informazioni fuorvianti e coerenti con le info che saranno contenute all’interno del WhitePaper. Una stretta normativa che non creerà problemi ai grandi gruppi (che si sono già adeguati in larga parte) e che lascerà in un limbo tanti micro-progetti che continueranno però ad esistere parallelamente. D’altronde parlare con il direttore di tanti protocolli DeFi è impossibile, proprio perché si tratta di protocolli che si auto-regolamentano.

Qualcosa che non deve essere sfuggito neanche alla UE, che con questo testo mira più a normalizzare chi può essere facilmente colpito da eventuali multe (gli operatori più grandi) che ad ammazzare il settore. Chi preferiva la libertà totale dovrà fare buon viso a cattivo gioco, gli altri troveranno il nuovo quadro normativo come un miglioramento di quanto ritengono essere una giungla.

Sta di fatto che quello che si aspettano in molti è che con maggiore chiarezza normativa anche persone normalmente lontane da questo universo finiranno per ritenerlo più concreto e più solido. E quindi sì, per i mercati sarà una notizia bullish.