L’inflazione continua a rimanere un tema scottante per tutti i mercati, compreso quello delle criptovalute, con le prossime mosse delle banche centrali, tanto BCE quanto Fed, che avranno delle ripercussioni importanti per tutti gli investitori.

Una situazione sulla quale è intervenuta poco fa, sia via Twitter sia invece attraverso un breve dispaccio pubblicato sul suo sito internet, proprio la Banca Centrale Europea, che così come aveva fatto qualche mese fa, continua a dirsi ottimista su una prossima riduzione dell’inflazione almeno in area Euro.

BCE ottimista, ma la credibilità della banca centrale è ai minimi storici

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Indice

BCE: “Inflazione sotto il 2% nel 2023

Il proclama profuma di dejavu. La principale autorità monetaria dell’area Euro infatti si è detta relativamente sicura di un ritorno sotto il 2% dell’inflazione per il 2023. Un proclama che profuma di dejavu perché ne ricorda diversi che hanno costellato le uscite pubbliche di Francoforte per tutto il 2020 e anche per buona parte del 2021, quando si è continuato a parlare di alta inflazione ma transitoria.

I prezzi dell’energia sono dietro la rapida crescita dell’inflazione in UE e Stati Uniti nel 2021. Tenendo fuori dal paniere energia e prezzi del settore alimentare, l’inflazione a Dicembre è stata del 2,6% in Europa e del 5,5% negli USA. I prezzi dei prodotti che sono affetti da colli di bottiglia nella supply chain e la riapertura delle economie giocano un ruolo fondamentale sulle differenze. La maggior pressione dei salari e il ciclo economico più avanzato negli USA sono fattori chiave. L’inflazione è da attendersi sotto il 2% per il 2023 nell’area euro, mentre per gli Stati Uniti le previsioni sono più incerte.

In soli tre tweet un mare di posizioni da commentare, partendo però da un quesito che riguarda strettamente anche Bitcoin e il resto del mondo delle criptovalute: quanto è da ritenersi ancora credibile nelle analisi la Banca Centrale Europea? Quanto possiamo fidarci della sua omologa di Washington – con entrambe che hanno parlato per mesi di inflazione temporanea?

La BCE non si assume nessuna responsabilità

E questo è forse l’aspetto peggiore di questa serie di Tweet. Perché la responsabilità per i prezzi stellari viene attribuita al settore energetico (come se questo fosse libero da influenze delle politiche monetarie) e al settore degli alimentari (ibidem).

L’enorme manovra espansiva di BCE, che in realtà parte idealmente dal Whatever it Takes di qualche anno fa, sembrerebbe – sempre secondo Francoforte – non aver avuto alcun tipo di effetto sui prezzi di mercato.

  • L’inflazione senza questo, quello e quell’altro ancora

Piuttosto curioso anche decidere di togliere dal paniere utilizzato come riferimento del Tweet due delle voci di spesa più importanti per gli individui e le cosiddette famiglie. E si rimane comunque al 2,6%, livello di crescita dei prezzi comunque superiore al target che è proprio di BCE.

La verità è che si hanno poche cartucce – e che Bitcoin potrà capitalizzare questa situazione

La verità – della quale abbiamo già parlato diverse volte su Criptovaluta.it – è che BCE non può che sperare in un rientro dell’inflazione in modo autonomo, dato che le cartucce che ha da sparare sono troppo poche in una situazione economica così incerta.

Il debito di alcuni degli stati membri, senza l’aiutino dell’inflazione e senza gli acquisti della banca centrale, non sembrerebbe essere poi così sostenibile (sì, parliamo anche dell’Italia). Una ripresa economica assente trasforma i rapporti PIL/debito del grosso degli stati UE in un mostro di proporzioni tali da spaventare anche il più scafato dei banchieri centrali.

E in una situazione del genere intervenire sui tassi potrebbe essere fantascienza. A meno di non volersi andare a schiantare contro una recessione di proporzioni decisamente importanti. Quali conseguenze per il mondo cripto? Se Euro e Dollaro USA dovessero continuare ad inondare i mercati per impossibilità di fare altrimenti, una sound money con un cap massimo a 21 milioni non potrà che giovarsene.