21Shares allarga lo scopo degli ETF che ha recentemente quotato in Svizzera e li fa sbarcare anche presso Euronext e dunque presso le borse di Parigi e Amsterdam, seppur con una minima differenza.

Un passo importante per quello che è il gestore più importante almeno in Europa per quanto riguarda il mondo delle criptovalute e dei relativi strumenti finanziari avanzati.

Altro colpaccio da parte di 21Shares

Tutte le criptovalute che fanno parte degli ETF ed ETP di 21Shares sono disponibili anche presso la piattaforma sicura eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con servizi FINTECH PREMIUM – intermediario che ci permette di investire in 49+ criptovalute di prima fascia, cosa che ci permette di creare anche portafogli diversificati in stile prodotto finanziario.

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21Shares triplica il suo reach: gli ETP sulle cripto sbarcano a Parigi ed Amsterdam

Ovvero presso Euronext, che è il gruppo di borse più importanti del nostro continente, che anche per i residenti dell’UE ha un impatto decisamente più importante. Come abbiamo detto in apertura, si tratta dei prodotti ETP/ETF a replica fisica che includono nel loro portafoglio diversi dei principali token e coin del settore della DeFi.

Abbiamo ETP che saranno acquistabili tanto a Parigi quanto ad Amsterdam che replicano l’andamento di Chainlink, di Uniswap e anche Terra. Prodotti che da un lato permettono ai piccoli investitori di operare senza passare dagli exchange e dunque di occuparsi anche della custodia e dall’altro agli istituzionali di avere un prodotto chiaro, gestito e comunque con commissioni piuttosto basse.

Un buon risultato portato a casa sia da 21Shares, sia dalle criptovalute che sono coinvolte in questo tipo di prodotti, che potranno ora raggiungere un pubblico decisamente più vasto e che vede negli ETP e negli ETF una sorta di consacrazione.

21Shares continua ad espandere un mercato che ha trovato in Europa la sua casa

L’altro dato importante è positivo è la relativa apertura delle borse europee a prodotti che negli USA sono ancora fuori discussione. Ricordiamo ai nostri lettori che il regolatore dei mercati finanziari USA, ovvero SEC, continua ancora a bocciare e rimandare prodotti simili su Bitcoin, con i prodotti su altcoin ancora meno popolari e capitalizzati che sembrano essere pura fantascienza oggi.

Dobbiamo dunque riconoscere il merito ad un’Europa che è comunque messa meglio, anche se si potrebbe fare di più, rispetto a quello che nell’immaginario collettivo è il paese del libero mercato.

Europa che continuerà a spingere sul gas dell’adozione anche a livello finanziario: non dimentichiamo che i fondi speciali tedeschi possono già investire in cripto, così come possono fare altre organizzazioni economiche di una certa rilevanza. Chiudiamo però con un quesito che ci riporterà sulla terra: in tutto questo l’Italia dov’è?*