Gamestop c’è – anche se in termini diversi da quanto circolava soltanto fino a qualche tempo fa. Il gruppo ha avviato il suo marketplace NFT, in concomitanza con un fondo che dovrebbe aiutare lo sviluppo di tecnologie e di progetti su questa rete.

Lo ha fatto appoggiandosi alla start up australiana Immutable, che sfrutta Ethereum come Layer 1, ma che al tempo stesso offre la possibilità di avere transazioni ad impatto molto ridotto.

Arriva il marketplace di GameStop per i NFT legati al gaming

Un buon segnale per GameStop e per l’ecosistema dei NFT? Possiamo trovare gli asset più rilevanti sulla piattaforma Capital.comvai qui per testare il conto demo gratis con CAPITALE VIRTUALE ILLIMITATO – intermediario che offre strumenti unici per avvicinarsi a questo mercato.

Oltre all’ottimo WebTrader, con tutti gli strumenti di analisi e anche l’intelligenza artificiale per controllare il portafoglio, abbiamo anche MetaTrader 4 e TradingView, due piattaforme che ci permettono di investire al top e avendo a disposizione tutto il necessario, sia a livello operativo che a livello analitico, per essere in pari con i professionisti. Possiamo passare ad un conto reale con soli 20€.

GameStop si lancia nel mondo dei NFT, ma gli analisti…

Non sembrano crederci granché. Forbes è stata particolarmente dura, così come è parsa piuttosto avverso all’operazione il New York Times. Ma cosa sta succedendo? Come abbiamo anticipato già diverse settimane fa su Criptovaluta.it, GameStop sta cercando di capitalizzare i guadagni accumulati con il leggendario short squeeze dello scorso anno, alla disperata ricerca di una strategia per re-inventarsi.

Il core business del gruppo rimane in perdita, in aggiunta all’assoluta impossibilità di invertire il trend, dato che il mercato dei videogiochi ha ormai preso altri canali, sui quali $GME non ha alcun tipo di controllo. L’idea, che ormai circola da tempo, è quella di cavalcare l’hype intorno ai NFT, con GameStop che punterebbe a diventare una sorta di hub per i non fungible tokens legati al mondo del gaming su chain e del gaming classico. Operazione sulla carta possibile, ma che come sottolineano gli analisti non sarà facile da implementare.

  • I problemi dei produttori classici con il mondo dei NFT

Ubisoft ci ha provato da poco, raccogliendo un discreto fallimento. I videogiocatori, per quanto riguarda gli altri franchise e le altre case di produzione, temono a nostro avviso correttamente che l’implementazione dei NFT sia soltanto l’ennesimo modo per monetizzare la loro passione.

La difficoltà principale sarà nel cambio di paradigma, che effettivamente potrebbe portare ad un’esplosione del settore. Le case di produzione dovrebbero rinunciare, almeno in parte, ad una gestione storicamente molto centralizzata.

  • GameStop non ha molto tempo

A questo problema, sempre secondo Forbes, si aggiungerebbe quello delle tempistiche. GameStop ha bisogno di tempo per proporre una rivoluzione culturale di questa portata – e di tempo non ne ha molto per inventarsi qualcosa che torni a renderla rilevante all’interno del mercato.

Sono obiezioni sicuramente sul punto, che però non tengono conto di quanto in realtà gli sviluppi di quanto avviene on chain siano rapidi. E GameStop ha dimostrato di avere risorse non convenzionali sulle quali poter fare affidamento. Almeno per noi, per quanto difficile sia, la partita è ancora aperta.

Le conseguenze per il mercato dei NFT e del gaming su chain

Le conseguenze potrebbero essere importanti. GameStop, nonostante arrivi da una crisi importante e per molti irreversibile è comunque una società quotata in borsa con un livello di capitalizzazione molto interessante.

È anche un nome noto in grado di attirare l’interesse di gruppi storicamente lontani dal mondo della chain. Buone news anche per Ethereum, dato che sarà comunque la chain dietro questo progetto, nonostante ci sia una layer 2 a rendere le transazioni più rapide ed ecologiche.