Anche in Europa qualcosa si muove. Dopo che il sindaco di New York e quello di Miami hanno accettato di essere retribuiti in Bitcoin, ora si aggiunge la promessa di un deputato del parlamento belga.

Christophe De Beukelaer, membro del parlamento del Belgio, ha affermato infatti che convertirà i suoi prossimi salari direttamente in Bitcoin, diventando così il primo i area euro a prendere una decisione del genere, almeno per quanto riguarda il settore politico.

Svolta in Belgio – un parlamentare riceverà il suo salario in Bitcoin

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Anche in Belgio un parlamentare percepirà il suo stipendio in Bitcoin

E sarà una prima volta in ambito europeo, mentre ad esempio negli Stati Uniti un movimento di questo tipo, che è anche d’opinione, è partito in realtà da tempo. Parliamo di un “modesto” salario da 5.500 euro, che non potrà muovere grandi somme sui mercati, ma che è comunque un segnale molto importante per il futuro di Bitcoin.

Tramite questo gesto, voglio dimostrare la mia fiducia in un mondo finanziario che è in divenire, un mondo finanziario più trasparente, più accessibile nel senso della sua decentralizzazione. Non è controllato da poche persone che decidono di stampare più o meno banconote senza alcun tipo di controllo parlamentare o dibattito.

Questo è il commento che ha accompagnato l’impegno di De Beukelaer, che quindi si pone a metà tra il sostegno a Bitcoin e un non meglio precisato ritorno delle banche centrali sotto il controllo politico. Una posizione pertanto diversa da quella di Francis Suarez a Miami e di Eric Adams a New York, forze parzialmente in conflitto con l’idea di base di Bitcoin, ma comunque – e almeno in parte – a nostro avviso positiva.

Lo seguiranno altri parlamentari?

Difficile a dirsi in Europa, sebbene qualcosa anche a livello parlamentare si stia muovendo anche altrove. La recente crisi kazaka aveva innescato diverse discussioni nel parlamento spagnolo, con una potenziale apertura all’arrivo del mining nel paese. Difficile però trovare in un continente dove mai storicamente si sono messe in discussone le fiat currency – cosa che invece negli USA è avvenuto a più riprese – qualcuno a sostegno di queste tesi.

Quella del parlamentare belga rimane comunque un buon punto di partenza, nella speranza che qualcuno recepisca la cosa anche in Italia, dove la discussione langue e dove è confinata principalmente da CONSOB, con esiti non sempre edificanti. Che sia la goccia che fa traboccare il vaso e che innescherà un effetto a cascata? Staremo a vedere. Per ora è un passo nella giusta direzione, anche se con motivazioni tutte da verificare.