Anche Rio de Janeiro sul treno di Bitcoin? Secondo quanto diffuso dalle principali testate brasiliane la città potrebbe essere la prima del Brasile infatti ad accumulare $BTC a scopo di riserva di valore.

Il tutto all’interno di un programma decisamente più complesso che permetterà ai cittadini anche di ricevere sconti nel caso in cui dovessero accettare di pagare le imposte locali con la principale delle criptovalute su scala mondiale.

Rio de Janeiro sposa Bitcoin – ecco come

Notizia che profuma di bullish trend, più che necessaria in una mattinata che ha visto $BTC faticare non poco per rimanere incollato ai $42.000$. Possiamo investire su $BTC all’interno della piattaforma sicura eToro – vai qui per ottenere un conto di prova gratuito con strumenti PREMIUM per l’investimento – intermediario che offre spazio a tutte le principali criptovalute sul mercato, in un listino ben fornito e accompagnato da servizi che non possiamo trovare altrove.

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Rio de Janeiro pronta a fare il debutto su Bitcoin

Non sarebbe la prima città del mondo, ma date le dimensioni, la rilevanza culturale in patria e non e la rilevanza economica si tratterebbe comunque di una delle notizie più importanti della storia di Bitcoin. Una notizia che indica come ormai certo il fatto che le casse della municipalità accumuleranno $BTC.

La notizia sarebbe stata diffusa direttamente dal sindaco di Rio al secolo Eduardo Paes, che lo ha confermato durante la Rio Innovation Week. L’acquisto di Bitcoin come riserva di valore, che potrebbe raggiungere addirittura l’1% della cassa cittadina, sarà parte di un programma decisamente più ampio e sulla falsa riga di quanto sta avvenendo a Miami. Siamo infatti davanti ad un’operazione che permetterà ai cittadini di pagare alcune delle imposte proprio in Bitcoin, ricevendo inoltre uno sconto considerevole sul pagamento delle stesse. Si parla dalla IPTU, ovvero di una tassa immobiliare cittadina, tra le altre cose una delle poche ad essere direttamente nella disponibilità del sindaco.

Cosa cambia per i cittadini di Rio?

Innanzitutto chi deciderà di pagare in Bitcoin avrà uno sconto del 10% su una delle imposte, il che non vuol dire che si pagherà nel complesso il 10% in meno, ma che comunque ci sarà un risparmio considerevole. In secondo luogo dipenderà dagli effetti anche su scala internazionale di questa mossa di Rio de Janeiro, che potrebbe attirare così cripto-investitori e in particolare imprese che operano nell’ecosistema di Bitcoin.

La mossa è sulla falsariga di quanto si discute a Miami da tempo, con Francis Suarez che almeno negli USA è ormai legato a doppio filo al futuro di Bitcoin anche pliticamente. Non saranno dunque soltanto gli stati – stamattina avevamo parlato di Tonga – a guidare l’accettazione pubblica di Bitcoin, ma anche città di un certo spessore. Purtroppo per noi europei sembra che le novità di questo tipo stiano tutte avvenendo oltreoceano, ma non è detto che non ci sarà tempo per recuperare. Almeno in quelle realtà europee più proiettate verso il futuro.